Dovremmo vederci più spesso

Un amico di quelli che non ci si vede tanto spesso, passando di qua mi fa: “ti offro da bere, te lo devo, dove andiamo?”. Dopo averci pensato un attimo lo porto allo Sherlock Holmes, un posto non troppo mainstream, non lo conoscono in tanti. Sti posti mi piacciono.

Iniziamo senza indugiare con delle birre molto power, poi mi assento un attimo per andare a espellere acqua in eccesso, e, quando torno, trovo il barista minaccioso al nostro tavolo, e dei calicetti con dentro un liquido arancione che dava l’impressione di essere molto molto pericoloso, e infatti era infiammabile. Dopo due giri di quell’intruglio (e relativo residuo di combustione) decidiamo che i tempi erano maturi per andarcene. Mentre usciamo, un tizio inquietante, uno di quei tizi che fanno suonare i metal detector a grande distanza, mi ferma e fa: “ehi, ma ti ho già visto da qualche parte… tu canti?”, “sì, sono il cantante dei System Of A Down”, “è vero sei uguale!”, “e sono anche omonimo, pensa te!”. In un momento di lucidità prevedo che la serata sarebbe stata una di quelle memorabili.

Infatti, non paghi, ci spostiamo in un altro locale, un locale verso casa. L’amico mi fa “dai, ordina qualcosa, pago io”, “Due Jägermeister!”. E nel frattempo sparavamo minchiate con i pochi occupanti rimasti: essendo le 3 stavano chiudendo la saracinesca (detta anche serracinesca, che rende meglio l’idea).

L’ultima birrettina mette in moto la meraviglia: mentre il mio amico riverniciava il bagno, io con passo instabile ma deciso chiedevo al personale di bordo dove fosse il mocio. Mentre poi sistemavo il bagno col detersivo dei piatti (errore della hostess, non mio eh), il mio amico stava esprimendo le sue tristi sensazioni sul bancone. Con la differenza che sta volta per pulire mi danno il prodotto giusto, a giudicare dall’odore pungente.

La situazione poi si calma, talmente tanto che l’amico, comodo sul bancone come una balena spiaggiata, sonnecchiava. “Dai chiama un taxi e mettilo orizzontale su un letto che è meglio!”, mi fa l’hostess di cui sopra, dandomi il numero del radiotaxi. Chiamo, arriva in 4 minuti, il tempo di andare a fare una pisciatina veloce (circa). Quando torno trovo il taxi, con dentro il mio amico, e la hostess (e il tassista).

Scendiamo a casa mia. Cioè tutti tranne il tassista. Mentre io porto il mio amico ormai accartocciato dentro casa e lo scartoccio sul divano (non pensate male eh), la hostess paga il taxi (!), e mi chiede un riparo per la notte (!!!!), e ci beviamo una camomilla insieme (!!!!!). Ma non pensate male eh: la mattina dopo ognuno si sveglia nel proprio giaciglio. Ah no scusate, era già pomeriggio. Comunque ci svegliamo già morti (cit.), chi più chi meno. Io che mi sentivo in debito già da circa 12 ore, insisto dicendo che mi sdebiterò. Adesso chiaramente mi ritrovo in casa un portatile scatorcio che ha bisogno di cure e tanto amore.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>